Infrastrutture e servizi

2000  Paesaggio e Geotermia – Studio-valutazione paesistico-territoriale Monte Amiata

Il Programma Geotermia 1997-2002  dell’ENEL, in ordine ad una scelta di interesse nazionale che riguarda lo sfruttamento di questa risorsa energetica “rinnovabile”,  prevedeva un forte sviluppo della produzione energetica da geotermia nell’area del Monte Amiata: una “rete” di impianti puntuali e lineari (centrali elettriche, pozzi geotermici, vapordotti, elettrodotti, ecc.) si è aggiunta a quelli già esistenti diramandosi per ogni direzione su vaste aree e alterando sensibilmente la risorsa paesaggio, soprattutto nelle fasce altimetriche intermedie, punteggiate da insediamenti storicizzati, boschi e coltivi, tra il cono vulcanico vero e proprio con i suoi estesi boschi  e le aree vallive-fluviali di base caratterizzate da ampie aree agro-pastorali.

DOVE

Area del Monte Amiata, Toscana meridionale, Italia- Comuni di Abbadia San Salvatore, Piancastagnaio, Radicofani, San Casciano dei Bagni (Concessione mineraria  Piancastagnaio-Provincia di Siena) e Arcidosso, Castel del Piano e Santa Fiora (Concessione mineraria Bagnore-Provincia di Grosseto).

QUANDO

1997-2000

CHI

Committente/ ARPAT – Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Toscana, Firenze.

Progettisti / Gruppo tecnico

Coordinamento generale: Lorenzo Vallerini, Dip.to di Urbanistica e Pianificazione del Territorio Università degli Studi di Firenze;

Idrografia e Geomorfologia: Davide Casini e Benedetta Mocenni, Dip.to di Scienze della Terra Università degli Studi  di Siena;

Vegetazione: Simona Maccherini, Dip.to di Biologia Ambientale Università degli  Studi di Siena;

Fauna: Paolo Sposimo e Leonardo Favilli,  Nemo s.a.s. Firenze;

Uso del Suolo: Enrico Cenni, Linnaea ambiente s.r.l. Firenze;

Beni storico-architettonici e archeologici, Valori visuali, Pianificazione  del  paesaggio: Lorenzo Vallerini, Dip.to di Urbanistica e Pianificazione del Territorio Università degli Studi di Firenze;

Grafica e Segreteria di Coordinamento: Francesca Avanzinelli, Silvia Stoppacciaro – Firenze.

COSA

Dati Intervento/ L’ambito territoriale di indagine interessa le due Concessioni Minerarie ENEL di Piancastagnaio e di Bagnore per 9.126 ettari e alcune zone contermini di diretta relazione.

Pur essendo la geotermia una risorsa naturale “pulita”,  il suo sfruttamento per la produzione di energia elettrica richiede la costruzione di numerosi e diversi tipi di impianti, strutture e servizi annessi che necessariamente obbligano al  dover valutare in termini ambientali, paesistici e socio-economici non solo l’impatto generato dai singoli impianti, ma anche l’impatto che l’attività di produzione geotermica ha in rapporto all’insieme complessivo dei diversi aspetti ambientali, territoriali e paesistici e le conseguenti possibili implicazioni positive e negative.

La raccolta dati, analisi e valutazione delle vocazionalità paesistiche ha costituito il supporto di base e lo strumento per effettuare le scelte atte a modificare o conservare il paesaggio non solo in riferimento alle esistenti e previste centrali geotermoelettriche ed i numerosi impianti ad esse connessi, ma anche in relazione a tutto il territorio “analizzato-valutato” ed ha riguardato:

  • l’analisi delle risorse ambientali, naturali ed antropiche;
  • la determinazione dei caratteri di fragilità e vulnerabilità delle risorse localizzate;
  • la valutazione delle forme di degrado in atto;
  • la valutazione delle relazioni caratterizzanti, degli elementi di criticità e del grado di sensibilità dei paesaggi che caratterizzano il territorio in questione;
  • la valutazione della compatibilità degli interventi connessi alla costruzione delle centrali in rapporto ai diversi gradi di valore e di sensibilità del paesaggio;
  • la definizione delle aree da tutelare, gli interventi operativi anche di recupero, le opere di compensazione e minimizzazione .

Una volta espletate le analisi di settore è stata effettuata una prima valutazione di sintesi (Propensione al dissesto, Ambiti di Interesse Naturalistico, Fragilità degli Ecosistemi e Struttura del paesaggio) con la quale si sono individuati gli elementi di valore, gli elementi  emergenti ed i  fattori di crisi. I quattro ambiti della Sintesi Valutativa hanno successivamente costituto il riferimento sia per la Valutazione degli Impatti che per l’individuazione degli Ambiti Paesistici Omogenei-A.P.O. che, di fatto, costituiscono il “collo di bottiglia” attraverso il quale sono passate tutte le ricerche, analisi e sintesi fatte e devono passare tutte le valutazioni di settore per avere un quadro complessivo dello stato di fatto e delle future modificazioni che interverranno.

Per ogni A.P.O., tenendo conto delle condizioni ambientali di ogni luogo e delle ipotesi di sviluppo e della tipologia di impianti che su di esso insistono e/o sono previsti, si sono individuate le opere di minimizzazione e compensazione che hanno riguardato la prevenzione di fenomeni di dissesto, il contenimento delle sostanze inquinanti liquide, la compensazione del patrimonio vegetazionale, gli impatti  sul patrimonio faunistico, le fasi di cantiere, il rumore, i rifiuti solidi, la riduzione degli impatti visuali e il recupero ambientale e paesaggistico.

L’applicazione delle misure di minimizzazione e compensazione ha indirizzato in senso positivo le diverse amministrazioni pubbliche  coinvolte  nei procedimenti di rilascio di autorizzazioni, concessioni, ecc., come è successo per la progettazione delle nuove centrali Geotermiche di Bagnore 3 e Bagnore 4 nel Comune di Santa Fiora (GR) realizzate nella prima decade degli anni 2000.

I campi di intervento di questi due progetti (ENEL-ERGA con Boeri Studio architettura, Mauro Giuliani  strutture, Lucina Caravaggi paesaggio) hanno riguardato due aspetti distinti, ma tra loro strettamente interconnessi: la progettazione di una struttura architettonica cercando di integrarla nel paesaggio e la progettazione paesaggistica del contesto contermine con una nuova modellazione della morfologia, un sistema di regimazione delle acque che costituisse elemento di caratterizzazione paesaggistica, un sistema articolato di nuova vegetazione, nonché  l’integrazione paesaggistica degli impianti connessi alla centrale come i nuovi pozzi geotermici, i vapordotti, gli acquedotti di reiniezione, la nuova viabilità.

L’obiettivo generale consisteva nella necessità e volontà di coniugare gli aspetti ingegneristici  propri di impianti tecnologici complessi con la sensibilità ambientale e paesaggistica dei luoghi e di trovare forme architettoniche di qualità, non occultando il manufatto, ma anzi cercando di renderlo visibile e caratterizzato da una propria dignità, come elemento di arricchimento paesaggistico.

Il risultato è stato positivo ed innovativo con la creazione del Parco della Centrale Geotermoelettrica Bagnore 3 meta di visitatori e turisti che visitano l’area del Monte Amiata.

PUBBLICAZIONI

Vallerini L., 1994, Proposta per uno sviluppo compatibile tra produzione di energia  geotermica ed assetto paesaggistico del territorio, in Atti del Convegno “Geotermia: possibili effetti sulla salute e risanamento di aree compromesse”,Comune di Piancastagnaio (SI), Stabilimento tipolitografico S.E.F.I.,Casale Monferrato.

Vallerini L., 1997, Metodologie di studio e valutazione di impatto per impianti geotermoelettrici ed infrastrutture connesse, in “Atti della Conferenza  Regionale sull’Energia” Palazzo degli Affari, 12-14 giugno 1996, Edizioni Regione  Toscana, Firenze.

Vallerini L., 1998, Paesaggio e Geotermia – Uno studio-valutazione paesistico-territoriale dell’ARPAT nell’area dell’Amiata, in Rivista “Architettura del Paesaggio”, n°1 dicembre 1998, Alinea Ed., Firenze, 1998.

Vallerini L., 1999,  Un’altro anno sull’Amiata: il biomonitoraggio e la salvaguardia del paesaggio, in “NET ECONOMIA ECOLOGIA -Trimestrale di ambiente, economia, gestione e tutela delle risorse” n. 11 Anno V, Firenze, maggio-giugno.

Matteini T. e Vallerini L., 2010, Impianti geotermici, in “Piano Progetto Paesaggio – Gestire le trasformazioni paesaggistiche, temi e strumenti per la qualità”, (a cura di Lorenzo Vallerini), Pacini  Editore,Pisa (ISBN 978-88-6315-261-6).